
LA CASERMA, PRIMA

UN'EX CASERMA IN DISUSO
Nel 2004, l'enorme area della caserma Piave – che si trova appena fuori il centro di Belluno, alle pendici del Serva – viene restituita all'Agenzia del Demanio e abbandonata come area militare. Sono sottratti alla Difesa oltre 30 mila metri quadri di superficie: rimane attivo solo il Poligono di tiro. Il resto dell'ex caserma viene disabitato e in breve tempo si trasforma in una giungla rigogliosa di piante infestanti, vecchi hangar, edifici sbreccati e piazze silenziose.
LA RIGENERAZIONE URBANA
DAL BASSO
Nel 2013, alcune associazioni locali (il Gruppo Alpini Cavarzano Oltrardo, l'associazione Val Belluna Emergenza, l'associazione Casa Dei Beni Comuni) si rimboccano le maniche e cominciano a pulire gli spazi tropicali dell'ex caserma da erbacce e arbusti: tra gli edifici scrostati si aggira anche qualche capriolo spavaldo.
Il Comune di Belluno, stimolato da queste concrete richieste di spazi sociali, decide di mettere a disposizione della cittadinanza gli immobili dell'ex caserma, e definisce una procedura per rendere ciò possibile.
Il Comune vuole trasformare l'enorme area in disuso dell'ex caserma in un multiforme laboratorio di partecipazione: assieme ai cittadini, rigenerare questo spazio ormai dismesso e degradato, questo vuoto urbano, e farlo diventare un luogo di incontro e scambio tra soggetti attivi nella realtà locale, un catalizzatore di desideri e progetti innovativi.
Di fatto, negli spazi dell'ex caserma Piave, sempre meno assediati dalla vegetazione selvatica, dalla seconda metà del 2013 si attiva un processo di rigenerazione urbana dal basso di uno spazio abbandonato.
L'ESPERIMENTO
DELL'EX CASERMA PIAVE
Prima ancora che un'operazione di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio pubblico, quello dell'ex caserma Piave è però un esperimento di natura sociale.
I soggetti cui nel tempo vengono assegnati gli spazi dell'ex caserma Piave sono tanti, e molto diversi tra di loro. Convivono fianco a fianco in un'area molto vasta, di proprietà pubblica, che richiede cura e manutenzioni. La coabitazione genera nuove conoscenze e collaborazioni, qualche attrito. Nel 2016, si formalizza un'Assemblea di gestione dell'ex caserma Piave, partecipata da tutti gli inquilini del compendio.
Anche la stessa procedura di assegnazione degli spazi – dal 2014 al 2016 sono stati pubblicati tre bandi – e la concessione a condizioni agevolate degli immobili sono parte significativa dell'innovativo esperimento comunale.
In buona sostanza, ai soggetti cui viene assegnato un immobile presso l'ex caserma Piave spettano tutti i lavori di manutenzione e recupero dello stesso. Nella prima fase della convenzione stipulata con il Comune, l'immobile è assegnato in concessione gratuita – durante la prima fase gli assegnatari portano a termine i lavori di recupero dell’immobile. Nella seconda fase è prevista invece una locazione a condizioni significativamente agevolate, che tiene anche conto dell’ammortamento dei costi sostenuti per la realizzazione delle opere.
Al momento, gli inquilini dell'ex caserma Piave sono una decina. Le erbacce sono sparite – anche se continuano a crescere vigorose – e il processo di recupero è per molti degli immobili in fase avanzata.
























